“A pensar male si fa peccato, ma qualche volta ci si azzecca”.
Published by RedNest Febbraio 5th, 2007 in news.
Volendo dare ascolto ai suggerimenti di un intramontabile senatore della Repubblica italiana non possiamo evitare il dubbio che gli annunciati lavori di ristrutturazione dell’Auditorium San Giovanni di Dio non siano l’unico e principale motivo di quello che i giornali hanno definito come sfratto del Laboratorio Sociale Diana.
D’altra parte i tempi e modi scelti - nessuna convocazione preventiva, nessuna prospettiva certa sul futuro utilizzo - fanno effettivamente apparire l’intervento più simile a un brusco azzeramento delle attività che a una semplice sospensione tecnica.
Non rivendichiamo qui per il Laboratorio Diana il diritto alla proprietà di un determinato bene pubblico, che legittimamente l’Amministrazione Comunale può destinare a altro uso, ma la dignità di essere riconosciuta come una realtà viva di questa città, che ha gestito lo spazio ricevuto in concessione sviluppando un proprio progetto socio-culturale, accogliendo e aprendosi, contemporaneamente, anche a istanze di singoli, gruppi e associazioni esterne al Laboratorio stesso.
Un progetto che, nel pieno rispetto di ruoli e funzioni, può essere contestato e criticato, perfino duramente se necessario, ma difficilmente ignorato.
Non siamo mai stati particolarmente teneri con il Laboratorio Diana, spesso non ne abbiamo condiviso pratiche e posizioni, ma proprio per questo ci sentiamo ancora più liberi di sostenerne il diritto all’esistenza e all’operatività, convinti come siamo che solo in presenza di opzioni culturali e sociali diverse possa formarsi e crescere una sana e libera coscienza civile.
L’intelligenza e la maturità politica di un’amministrazione pubblica devono essere capaci, nel segno dell’autorevolezza - del tutto diversa dall’autoritarismo - di trovare la giusta sintesi tra le esigenze proprie dell’amministrazione e fermenti intellettuali diversi e/o alternativi a cui spetta sentirsi parte attiva di una città che si vuole solidale, europea e creativa ma che ancora troppo sottostima voci e proposte non facilmente omologabili.
Contiamo che questo possa avvenire scegliendo tutti di mettere in campo l’unica forza realmente costruttiva: quella della responsabiltà e del dialogo reciproco.
Associazione Daltrocanto
Salerno, 5 febbraio 2007

SALERNO LA NOSTRA CITTA’. E quando te la sei comprata?
invece di parlare a vanvera, rimboccati le maniche e vai a lavorare!
la gente come te non serve a niente.
la gente come te parla senza sapere che cazzo dice.
la gente (io dico gentaglia) come te guarda i cazzi degli altri e non si fa i propri.
la gente come te è buona solo ad ascoltare ‘radio marciapiede’, e a criticare l’operato degli altri.
la gente come te, per fortuna di DIO, è proprio poca sia di numero che di concetto, e non fa altro che rompere il cazzo a chi LAVORA ONESTAMENTE e con immensi sacrifici PORTA IL NOME DELLA NOSTRA CITTA’ (non tua) in alto nel mondo.
ma quale laboratorio e di che? forse hai messo pulci e zecche in allevamento intensivo? solo quelle possono moltiplicarsi in tua presenza.
Tu lo sai e ti mordi le mani, come il cane che si morde la coda.
SALERNO CAMBIERA’ PER MANO DELLA MAGNIFICA GENTE DI QUESTA CITTA’…
e non per mano dei PECORONI DI CUI TU FAI PARTE A PIENO TITOLO.