a proposito di delitti terribili e “terribilità” familiare
0 Comments Published by RedNest ottobre 11th, 2010 in Contributi.
Il bel quadretto familiare degli spot pubblicitari è assolutamente falso.
Semplicemente non c’è se non nello stereòtipo del marketing. Le famiglie possono essere luoghi terribili.
E spesso, più sono “normali” e più si nasconde l’incubo. In fondo la normalità altro non è che l’abitudine al “quotidiano” sotto una slavina di ipocrisie. La famiglia della ragazza rapita, uccisa e solo poi violentata era – stando alle dirette Tv – una famiglia normale. Con qualche problema, certo.
Ma chi non ne ha? Non c’erano divorzi, relazioni omosessuali, tutti sposati in chiesa, niente bambini nati in provetta, nessun “fidanzato islamico” alle porte. Tutto regolare! Tranne il “pianto” rappresentato con prodigalità dallo zio necròfilo e il pianto trattenuto della mamma.
Il reality, buono per gli standard dei telegiornali ha giocato sulla doppia rappresentazione: lacrime espanse e “non-lacrime” che poi fanno più Audience. Il circuito mediatico ha scavato non per intuire la realtà quanto per offrire a ogni spettatore l’opportunità di costruire una propria chiave di lettura.
Ad ognuno la sua sceneggiatura! Certo, verrà per la mamma il tempo del pianto ma finalmente lontano dalle telecamere.
da “Il Nuovo salernitano” rubrica GIUBBE ROSSE di Sandro Livrieri





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