Appello per Francesco Caruso!
Published by RedNest Febbraio 11th, 2008 in politica.
Abbiamo letto in questi giorni su alcuni organi di stampa del centro-destra, in particolare libero, il giornale e il corriere della sera, di una presunta volontà del partito di non ricandidare Francesco Caruso.
Siamo convinti che questo sia più il desiderio recondito dei loro editori piuttosto che il reale intendimento di rifondazione comunista. Tuttavia ne approfittiamo per dare un nostro modesto contributo alla discussione che, in virtù dell’attuale legge elettorale in vigore, ricade in ultima istanza sulle spalle degli organismi decisionali del partito. Il nostro universo di riferimento, come ben sapete, è fortemente ancorato alle dinamiche e ai conflitti sociali che costruiamo giorno per giorno nei nostri territori con l’obiettivo di intercettare e organizzare le nuove figure del precariato sociale dentro processi di autogestione e autorganizzazione.
A partire dal g8 di Genova abbiamo rimesso in movimento le nostre storie, mescolandole e contaminandole: ci sono stati fasi interessanti di sperimentazione ma anche fasi aride di arretramento, tuttavia ora, in uno scenario di forte autonomia della sinistra come quello in cui ci ritroveremo ad agire, è necessario fare uno sforzo per rilanciare un terreno di sperimentazione e di interconnessione tra le dinamiche di conflittualità sociale e le forme della rappresentanza politica. E’ su questo terreno che si misura la costruzione della sinistra e non certo negli equilibrismi tra le quattro segreterie dei partiti e siamo convinti che la presenza in parlamento di Francesco Caruso possa dare un valido contributo al rafforzamento tanto dei percorsi dei resistenza sociale quanto delle dinamiche di innovazione delle forme, delle pratiche e del linguaggio della politica.
Tuttavia la nostra generazione, quella che per semplificare possiamo definire la generazione di Genova, nei prossimi mesi e nei prossimi anni ha dinanzi a sè anche altri appuntamenti politici fondamentali, non elettorali ma giudiziari: centinaia di anni di carcere, le inchieste per l’associazione sovversiva che ha ordito il g8 di Genova, i processi per il trainstopping, per le lotte sulla casa, il lavoro, la precarietà, il carovita, insomma il carcere come prospettiva di vita sembra ormai un orizzonte non molto lontano, per alcuni di noi con un piede già dentro le prigioni, altri in attesa della macchina burocratica della giustizia, lenta ma inesorabile. Il rischio concreto è che nei prossimi anni, nemmeno tanti, ci troveremo a fare i conti con una generazione inedita di detenuti politici, un problema che investe direttamente il destino e il futuro di alcuni di noi, tra i quali certamente Francesco Caruso, ma che riveste anche un problema per tutta la sinistra, almeno quella parte che oggi si pone il problema di non commettere gli stessi errori del passato.
E’ una questione che si inserisce anche dentro il quadro di degenerazione etica e morale della politica, su cui crediamo opportuno fare leva: nel momento in cui la delinquenza politica alla cuffaro, alla mastella, alla berlusconi si apprestano ad andare al governo, persone cioè che hanno infangato e subordinato la politica ai loro interessi economici e affaristici, c’è una generazione che invece rischia di finire in galera per le proprie idee, per il loro impegno civile, la passione e lo slancio ideale.
Questo problema non è puramente repressivo, ma si inserisce dentro il quadro più complessivo del tentativo di azzeramento della sinistra nel suo complesso: contrastare il tentativo di cancellare addirittura l’esistenza e la presenza istituzionale della sinistra deve per questo andare di pari passo con la necessità di mantenere aperti gli spazi di agibilità del conflitto sociale, proprio perchè si autoalimentato l’uno con l’altro, mentre non dobbiamo assolutamente commettere l’errore di pensare di preservare l’uno a discapito dell’altro. Per questo motivo crediamo sia importante all’interno anche della composizione delle liste parlamentari, la presenza non solo simbolica di compagni e compagne provenienti dalla stagione e dalla generazione di Genova che, proprio per il rischio impellente sulle proprie spalle di un periodo più o meno lungo di detenzione politica, possano farsi portatori tanto della ricerca di un possibile terreno di sperimentazione econnessione tra politica, società e movimenti, quanto delle istanze e delle battaglie per libertà.
In questi due anni di mandato parlamentare abbiamo avuto modo di apprezzare la determinazione con la quale Francesco Caruso si è speso al nostro fianco nelle battaglie e nelle mobilitazioni in materia di precarietà, devastazione ambientale, guerra globale, diritti negati, a volte anche in aperta contrapposizione alle scelte del governo Prodi: sempre generosamente al fianco dei movimenti dei disoccupati, dei senza casa, degli studenti della Sapienza, delle comunità in lotta per la difesa del territorio, dei carcerati, degli immigrati reclusi nei Cpt, degli internati dei manicomi criminali, dei precari, degli operai, della moltitudine plurale dei senzavoce che nel meridione hanno cercato e continuano a cercare di alzare la testa e ribellarsi. Per questo lo processano e per lo stesso identico motivo noi lo sosteniamo, anche in contrasto con la nostra disaffezione e lontananza dalla politica istituzionale che in questi due anni di governo prodi si è ancor più alimentata.
Una risorsa e un’opportunità la sua presenza che speriamo poter ancora incrociare nei prossimi anni nei tanti fronti di lotta che possiamo e dobbiamo aprire contro i processi di americanizzazione e di omologazione politica e culturale che si rischiano di concretizzare a breve nel nostro paese, se non troviamo insieme il coraggio di spostare in avanti il terreno delle sfide politiche che ci attendono.

0 commenti to “Appello per Francesco Caruso!”
Please Wait
Scrivi un commento