Autoritratto di B. Brindisi con i personaggi di BonelliIl Mondo dei Fumetti

L’apprezzato disegnatore salernitano svela i suoi programmi per la stagione autunno-inverno

“Il settore è in crisi ma ci sono idee e fantasia per rilanciarlo”

SALERNO. Bruno Brindisi ha presentato a giugno scorso, in anteprima per la “Città”, le tavole del numero 250 di Dylan Dog, che ha riscosso un successo senza precedenti. Ma il disegnatore salernitano non è rimasto certo in stand by in questi mesi, dedicandosi a vari progetti che ci ha descritto, soffermandosi anche sul quel numero “epocale” di Dylan Dog “Non sono a conoscenza dei dati di vendita ufficiali, ma la reazione da parte dei lettori, che poi è quello che mi interessa di più, sono stati contrastanti”, afferma l’artista.

La maggior parte delle persone – continua - lo ha definito un capolavoro, una specie di compendio della personalità di Dylan e del suo ideatore Tiziano Sclavi. Del resto, si trattava di un numero in qualche modo celebrativo. Qualcuno non ha gradito la quasi totale assenza di dialoghi e di intreccio evidentemente gli stessi lettori che non hanno mai apprezzato il lato onirico della serie. La rivista specializzata Fumo di China ha definito la storia “spiazzante”, ma in senso positivo. I disegni ed i colori sono piaciuti a tutti, qualcuno mi ha detto che è il Dylan Dog “meglio disegnato di sempre”. Comunque sono molto contento, soprattutto di aver potuto lavorare ancora una volta su testi di Sclavi”.

Ci soffermiamo poi su quello che è in cantiere: ”Sono al lavoro sul mio ennesimo Dylan, testo del salernitano Peppe De Nardo,

ed ho già la sceneggiatura del prossimo, del nuovo arrivo Roberto Recchioni, che ha già dimostrato la sua verve su John Doe, Detective Dante e sul recente Dylan Dog Color Fest, nuova pubblicazione annuale a colori che presenta quattro storie brevi di vecchie conoscenze e disegnatori esterni alla serie, per la prima volta alle prese con l’indagatore dell’incubo”.

Infine, una considerazione sul mercato dei fumetti: “Ahi, qui dovrei cominciare a lamentarmi, a dire che i fumetti vendono sempre meno, che c’è un’emorragia di lettori dovuta ad altri tipi di svago, per lo più elettronici, e che quindi siamo in piena crisi. Ma è da quando lavoro nel settore, e cioè quasi vent’anni, che sento dire che il fumetto è in crisi, perciò ci sono abituato e quindi provo a non farci caso. Ci sono sempre nuove idee che bollono in pentola, la Bonelli ha già varato due miniserieed almeno altre quattro sono in uscita nei prossimi mesi, per non parlare dei romanzi a fumetti annuali. Insomma, ce la mettiamo tutta per conquistare i lettori e sopratutto per tenerci stretti quelli che abbiamo”

Luca Visconti – La città

 

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