Cuori neri sul palco e in pellicola: se anche il nazi suona il rock
Published by RedNest Aprile 22nd, 2008 in università.
Campi Hobbit e negazionismo: senti come suona il «NaziRock»
All’Università L’Orientale di Napoli mercoledì 23 (alle 17) il giornalista Claudio Lazzaro presenta il discusso documentario sui raduni neonazisti italiani
A palazzo Corigliano il giornalista Claudio Lazzaro presenta il suo discusso documentario sui raduni neonazisti in Italia
NAPOLI – Un modo diverso per festeggiare la giornata del 25 aprile e tutti i valori politici e civili che questa giornata simboleggia per l’Italia. Ci ha pensato l’Università Orientale, con la proiezione, mercoledì 23 aprile, del discusso documentario «NaziRock», di Claudio Lazzaro, presente al dibattito che seguirà la proiezione della pellicola. L’opera analizza un preoccupante fenomeno, forse poco analizzato, ma dilagante nel nostro paese: la presenza di un’attiva frangia neo-fascista tra i giovani italiani, fomentati da una folta schiera di band rock che infarciscono di testi fascisti la loro musica.
CATTIVISSIMI MAESTRI - «In questo documentario - dichiara il regista sulle pagine del suo sito - racconto dall’interno la destra radicale, soprattutto i giovani, ma anche i cattivi maestri, quelli che stanno entrando nelle stanze del potere o ci sono già entrati, quelli che mostrano due facce, una istituzionale e una eversiva, quelli che lavorano in collegamento con l’estrema destra nazifascista europea.»
Il tutto condito con una buona dose di rock, che qui fa da filo conduttore «perché voglio parlare soprattutto ai ragazzi - prosegue Lazzaro, fino a due anni fa giornalista del Corriere della Sera - In questo viaggio ne ho incontrati tanti che non sanno nulla. Non hanno occhi cattivi, ma sono pronti a fare - a “rifare” - cose molto cattive. Perché non conoscono la storia. Oppure credono di conoscerla, ma è solo un falso, spacciato nel caos mediatico di internet».
AULA MURA GRECHE - L’incontro, che si terrà alle 17 nell’aula Mura Greche dell’edificio universitario di piazza San Domenico Maggiore, si pone quindi come un forte no ad ogni forma di fascismo, razzismo e sessismo oltre che come un tributo alla lotta partigiana e ai suoi ideali di libertà e uguaglianza.
Fonte: http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/
A.S.
22 aprile 2008

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