Dopo lo stato di emergenza, un atto di coraggio: chiudere il cantiere dell’inceneritore di Acerra
Published by RedNest Giugno 26th, 2006 in news.Questa mattina (24/06) i comitati di lotta di Acerra, il comitato allarme rifiuti di Napoli, la Rete Campana x la salute e l’ambiente hanno protestato dinanzi ai cancelli dell’inceneritore in costruzione per chiedere al neonato Governo l’immediata chiusura del cantiere ed alla Regione la riscrittura di un piano di smaltimento alternativo e senza inceneritori, con la partecipazione delle comunità e dei cittadini.
La dichiarazione di ieri dello stato di emergenza ambientale ad Acerra da parte del Governo è un atto importante che aspettavamo da tempo e che dà nuova forza alla battaglia contro l’inceneritore. Ora serve un atto di coraggio capace di superare gli interessi delle lobbies dei rifiuti: la chiusura del cantiere di Acerra. Sarebbe un controsenso costruire un inceneritore proprio lì quando, sulla base di studi scientifici e riscontri sul campo, è ormai acquisito che gli inceneritori, anche quelli di ultima generazione, producono diossina oltre che ceneri altamente tossiche da mettere in discariche speciali, tra l’altro non previste nel nuovo piano rifiuti campano.
Con l’iniziativa di questa mattina abbiamo finalmente squarciato il velo di silenzio imposto ai media e le strumentalizzazioni politiche intorno all’affare rifiuti che, come dimostra proprio il caso Acerra, nella vicenda della discarica Pellini ha operato attraverso la complicità di poteri criminali, carabinieri del nucleo ambientale, apparati politici ed industriali con l’assenso del commissariato straordinario.
La vera emergenza non è lo smaltimento dei cumuli di spazzatura in strada, costruita ad arte ogni tre mesi e fonte di enorme speculazione camorristica e clientelare, ma la spartizione di altri 9000 miliardi di vecchie lire previste nel bando di gara del nuovo piano rifiuti; bando di gara per ora saltato perché la cordata degli industriali napoletani, che in campagna elettorale ha sottoscritto precisi patti, non aveva i requisiti richiesti.
Con il presidio di oggi, al quale hanno partecipato, oltre che l’amministrazione di Acerra con il sindaco Marletta e gli assessori, anche il presidente della commissione ambiente del Senato On. Tommaso Sodano, abbiamo voluto ricordare non solo che la lotta contro l’inceneritore va avanti, ma anche che è solidale con chi si batte contro la riapertura delle discariche, perché il problema sta nell’incapacità da parte del commissariato e delle istituzioni preposte di affrontare i problemi a monte e di far partire seriamente la raccolta differenziata finalizzata al riciclaggio, come stanno facendo altri stati europei e non che hanno deciso di cambiare rotta e chiudono gli inceneritori (Francia, Germania, USA…)
I metodi alternativi di smaltimento esistono e si chiamano “sistema rifiuti zero”, adottato a S.Francisco, Buenos Aires, Seattle e del resto l’incenerimento è antieconomico, oltre che nocivo. Evidentemente l’emergenza (che dura da 12 anni con un costo di 2000 miliardi di vecchie lire senza aver risolto nulla) serve a fare nuovi e più lauti profitti, mentre la qualità dell’ambiente peggiora e con esso la salute di tutti noi.
Le vicende della Val di Susa testimoniano che la determinazione popolare è più forte di qualsiasi potere, per questo noi non ci fermiamo ed in settimana, insieme agli altri comitati, saremo di nuovo in presidio davanti all’assessorato regionale all’ambiente della Campania.
Rete Campana Salute e Ambiente, Presidio di lotta contro l’inceneritore di Acerra, Comitato Allarme Rifiuti Tossici, Donne del 29 agosto, Comitato cittadino contro l’inceneritore, Area Antagonista Campana
