Saltando nelle pozzanghere dell’io per farsi corpo immortale, laddove il senso trascende nella destabilizzazione del corpo nel corpo trasfigurando l’identità maschile-femminile.

Ogni singola parte corporea è collegata al nostro inconscio.

La struttura materica umana continua sempre ad evolversi, sfumandosi, perdendosi nei disegni di composizioni così fragili come armoniose.

Tutto si distacca e trascende dalla realtà.

La sfida consiste in imboccare pian piano vie sconosciute, rischiando di perdere l’identità del soggetto ritratto, tanto da trovarne l’inatteso.
Paesaggi sempre suggestivi si manifestano di fronte l’obiettivo per essere solo fotografati.

Questo e’ il percorso: ridefinire il concetto di “corpo”, estrapolarlo dal semplice significato di parte di materia che occupa uno spazio o semplicemente involucro d’esposizione, in una struttura dove il vuoto partecipa, come spazio abitato da
forze, alla percezione complessiva delle figure e delle loro tensioni dinamiche.

Sono alla ricerca dell’armonia del momento in cui esso prende spontaneamente parola, con tagli, volumi, le linee intersecate, la luce che lo percorre e il buio che a volte lo perfora.

Tutto viene sfrondato da ogni elemento decorativo e realistico.

Il corpo esiste solo per l’essenzialità della sua forma, che si decontestualizza, per creare paesaggi sospesi, abitati soltanto da un respiro profondo e silente.

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Alessandra Cammarano


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