Incontro con Giuseppe Conte c/o Casa della poesia Baronissi - Salerno
Published by RedNest Febbraio 22nd, 2007 in poesia.
Giuseppe Conte
Un autunno come quello
Dammi un autunno come quello
degli alberi, mia vita.
Il tremolio glorioso e tintinnante
di una luce superstite e infinita,
di esistere ancora la voglia,
il sogno di essere il sole che fa ogni foglia
prima della caduta.
Salmo 2
A Yves Bonnefoy
Oso invocarti in questa Europa cieca
sfiancata da calura e siccità
corrosa da diluvi e frane
continente di cenere e liquami
dove sono sovrani incontestati
Nulla e Ipermercati.
Oso invocarti e sperare, Poesia.
Senza essere né Davide né Salomone
senza possedere né Betsabea né la Sunemita
e senza conoscere il linguaggio
degli sparvieri o delle formiche
io ti invoco, ritorna
ritorna come un maggio
luminoso-selvaggio
e come il primo raggio
soffiante-biancheggiante
dell’alba.
Ritorna, ritorna.
Ritorna foreste, anime, cattedrali.
Ritorna azzurri giardini orientali.
Ritorna, ritorna
Vergine, Venere, Africa.
Non sarai più la stessa,
migrerai, muterai
e noi non ti vedremo come non vide
Mosè la Terra Promessa.
Ma ritorna, ritorna, Poesia.
Oso invocarti e sperare.
Seduto sulla sponda del torrente in secca ad aspettare
e ancora tra le rovine a cantare.
Nizza, ottobre 2003
(da: Ferite e rifioriture, 2006, Mondadori)
Poeta tra i nostri maggiori, Giuseppe Conte (nato a Imperia nel 1945) è anche romanziere (è stato tra i finalisti del Premio Strega). La sua poesia ha riscoperto i valori del mito e di un ampio respiro lirico e comunicativo fin dal 1979, quando pubblicò L’ultimo aprile bianco, molto apprezzato, tra gli altri, da Italo Calvino e Pietro Citati. Seguirono L’oceano e il ragazzo, Le stagioni, Dialogo del poeta e del messaggero e Canti d’oriente e d’occidente. Ha tradotto Blake, Shelley, Whitman e D.H. Lawrence. Ultimi libri pubblicati: Lettera ai disperati sulla primavera (Ponte alle Grazie, 2006) e Ferite e rifioriture (Lo Specchio, Mondadori 2006). Momento culminante di una storia poetica iniziata trent’anni fa con L’ultimo aprile bianco, Ferite e rifioriture si caratterizza per un registro epico, nel quale figurano, forse per la prima volta, momenti di intenso pathos autobiografico. Nel libro precipitano, dunque, abbandono, inquietudine e malinconia che investono di senso inedito il grande tema della poesia di Conte e della nostra vita: il destino della cultura occidentale.
Incontro con Giuseppe Conte
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e Intervista al poeta di Francesco Napoli
Sabato 24 febbraio 2007, ore 20,30

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