IL SUICIDIO DEI GIORNALI

di William Falk, The Week, Stati Uniti
…ogni volta che apro un giornale provo ancora un brivido di piacevole aspettativa. La generazione dei miei figli, invece, non ha l’abitudine del quotidiano e forse non l’avrà mai.
Internet continua sottrarre lettori e spazi pubblicitari mentre il numero delle persone che leggono i giornali continua a diminuire. Il secondo gruppo editoriale statunitense, Knight Ridder, è stato messo in vendita e forse non troverà un acquirente. E’ l’inizio della fine dei quotidiani?
Se la fine arriverà, la causa del decesso non sarà internet. Sarà un suicidio. I quotidiani continuano a fare soldi a palate: il margine di profitto del settore è mediamente del 20 per cento, in confronto al 7 per cento delle società petrolifere e al 6 per cento delle prime 500 aziende di Fortune. Il punto è che i giganti editoriali che pubblicano quotidiani hanno reagito alle nuove sfide della concorrenza nel modo più stupido possibile: tagliando sulla qualità.
Stanno eliminando redazioni estere, reporter investigativi e redattori esperti; le pagine sono piene di riempitivi superficiali e di servizi insulsi. Il reportage ambizioso e lo stile tagliente scompaiono.
Quotidiani un tempo magnifici sono diventati piatti e generici e continuano a perdere autorevolezza. Gli amministratori, che pensano solo a far contenta Wall Street, a ridurre i costi e ad aumentare i profitti, reagiscono sgomenti quando si accorgono che le tirature continuano a calare.
Volete sapere una cosa? La gente smette di comprare i giornali solo quando non ci trova più niente di nuovo e interessante.

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