La camorra ci è vicina?

Iniziamo a costruire un “Cilento altro”…
E’stato un mese, quello di settembre, davvero alla ribalta per il Cilento. Purtroppo questa volta agli onori della cronaca nazionale e mondiale è balzato l’efferato delitto nei confronti del sindaco di Pollica Angelo Vassallo. Ma in Cilento c’è la Camorra?

Questa è la domanda che tutti si sono posti e a cui noi tentiamo di dare una risposta visto che questo territorio lo viviamo quotidianamente. A primo acchito la risposta che si può a dare ai mass media nazionali che si sono occupati, in lungo e largo, del caso è un secco… NO!

Un diniego motivato da come si vive ogni giorno nei nostri immacolati paesi: le chiavi vicino ai portoni delle case, i ritmi lenti dettati dalla tranquillità che si respira nell’aria, la solidarietà nell’aiutare il compaesano in difficoltà. Dall’altra parte però bisogna vedere cosa si intende con il termine camorra perché gli abusi, come noi denunciamo su questa rivista da ormai quattro anni, non mancano; la camorra d’altronde si sa è un’entità astratta che è “Un guaio quando non spara”.

Quando scriviamo tutto ciò ci viene in mente un Cilento in cui vediamo atti di sopruso e di clientelismo esperiti sempre più alla luce del sole: posti di lavoro scambiati in maniera “elegante” da padre in figlio o sempre a favore di chi può essere utile in termini di voti alle elezioni, le case o gli ampliamenti di prefabbricati già esistenti che nascono e si allargano dalla sera alla mattina, il non rispetto della natura con l’immondizia gettata all’interno della area protetta come lo è il nostro sempre più degradato Parco Nazionale, le istituzioni rappresentative che destinano finanziamenti solo agli amici per far organizzare manifestazioni che nulla hanno a che fare con la promozione e la valorizzazione del territorio e la classe politica che da quarant’anni governa il Cilento sempre con gli stessi volti che si scambiano solo le varie casacche partitiche e perché no…pure tanti affari.

Un sistema che si vive e si sopporta. Un sistema che si è venuto ad affermare perché sono tanti i giovani che ancora emigrano in cerca di lavoro, facendo le fortune delle zone che li ospitano.

Mancano quindi le teste pensanti che possano dare la spinta giusta e necessaria per far finalmente decollare la nostra terra. Nonostante ciò noi resistiamo e cerchiamo di dare un parere altro e costruttivo alla (ri) nascita del Cilento. E’ arrivata l’ora di cambiare lo stato di cose esistenti. Bisogna far uscire menti giovani che abbiano voglia di combattere e di affermarsi per il bene comune, stanare i covi del potere e portare avanti una politica diversa, non basata sui voti, ma sull’azione. Dobbiamo chiedere, con forza e tutti insieme,
di investire sulle originalità che i giovani possono dare a un territorio che per troppi anni è stato defraudato dalla possibilità di uno sviluppo serio. Ripartire dalla barbara uccisione di Vassallo quindi con uno spirito costruttivo e di rivalsa nei confronti di chi ha frenato da sempre la voglia di creare un “Cilento Altro” fuori da beghe politico-finanziario-economiche-affaristiche… camorristiche.

Buco1996AntifAscistA

Scarica il mensile “Buco1996-nei secoli a chi fedeli???” anno IV numero IX

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