La marescialla del G8

due donne in rete

Genova 2001«Qualche settimana fa ho comprato un computer portatile per i miei figli e per la prima volta ho digitato il mio nome in Internet. Sapevo che avrei trovato di tutto, da ‘è tutta rifatta’ a ‘voleva solo farsi pubblicità’, ma è stato più orribile di quanto pensassi». Così l’attrice francese Emmanuelle Béart, intervistata da Io donna. Non che non abbia ragione: le pagine che di lei parlano sul web sono più di un milione e alla sua presenza tra i sans papiers parigini nel 1997 sono dedicate molte voci, anche quelle più malevole. Ma il web è così: ogni cosa che tu hai fatto, detto e scritto, rimarrà lì per sempre, a tuo vanto o disdoro. A questa seconda categoria va certamente iscritta la marescialla di Genova, Marina S., che fino a domenica scorsa aveva solo 6 citazioni sul web. Tutte rimandano alla sua voce, registrata in occasione del G8 genovese e della morte di Carlo Giuliani e ora depositata in tribunale. E’ lei la marescialla che viene chiamata dal collega Nicola attraverso il 113. Nicola se la fa passare in sala operativa e scherza con lei corteggiandola. E’ lei che tra un cazzeggio e l’altro (in quel giorno, in quelle ore!), pronuncia l’allucinante frase «speriamo che muoiano tutti … intanto uno è già … vabbè 1 a 0 per noi yeah». L’audio originale è disponibile sul sito Internet di Corriere.it: http://www.corriere.it/Primo_Piano/ ed è bene che lì resti a futura memoria. Chissà se avrà un figlio la marescialla, ma chissà che (in)cultura della vita e della morte ha, lei con il suo fidanzato con gli occhi blu. La voce è così giovane, così carina, così devastante nella sua leggerezza. Fa paura.

di franco carlini - Chips & Salsa

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