da “Il Nuovo Salernitano” rubrica GIUBBE ROSSE di Sandro Livrieri
L’involontaria comicità dell’attuale quadro politico stride con un’emergenza sociale drammatica che si acuirà nelle prossime settimane.
L’autunno, cioè, sarà caldissimo. Le contestazioni a Bonanni, il riaffiorare dell’antagonismo violento, Confindustria che disdice i contratti, il ministro Tremonti che seraficamente annuncia il superamento della crisi.
E’ tutto un ballare sulla prua del Titanic mentre l’orchestrina continua a suonare.
E poi la Lega! Soggetto ormai “a-costituzionale” col valore aggiunto dei Ministri fra cui quello degli Interni. Perché c’è contraddizione fra un titolare dell’ordine pubblico e il suo capo (Bossi) che minaccia di portare in piazza 10 milioni di padani una volta contro Fini, l’altra contro Napolitano, pronta a sfiduciare Berlusconi e a minacciare la secessione.
Questo l’allarme! La saldatura, cioè, fra un Paese sull’orlo della crisi di nervi e segmenti del Palazzo che governano non la crisi ma la sua accentuazione. In fondo la “strategia della tensione” (anni ’70/’80) maturò lungo la sinergia fra instabilità sociale e ceti politici obliqui e piduisti. Ma la 1° Repubblica aveva il senso forte della Costituzione e anticorpi culturali adeguati.
Adesso chi salverà l’Italia? Le camicie verdi e l’acqua sacra del Po?






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