Operazione Chonkin, ovvero come cambiare il mondo facendolo finalmente divertire (1983)
Published by RedNest Dicembre 20th, 2005 in news.Tra le montagne dell’Afghanistan*
di Vincenzo Sparagna e Savik Shuster
Ma fare in modo che i soldati sovietici vedano questa falsa “Stella Rossa” e la leggano non è semplice. La guerra ha scavato tra il popolo afghano e le truppe d’invasione un fossato incolmabile. Il soldato sovietico, considerato dalla popolazione poco meno che un volgare assassino, a causa delle continue spedizioni di saccheggio e distruzione, è costretto a vivere chiuso nelle caserme, nascosto nelle visvere dei tanks, incastrato nei post di comando dei jets che si limitano a dialogare con la popolazione a forza di bombe. Non si può dunque – semplicemente – avvicnare i soldati e consegnargli la falsa edizione di “Stella Rossa”. Bisogna invece lasciarla in luoghi dove possano trovarla, affiggerla lungo lestrade dove passano le colonne dei camions e dei carri, davanti alle postazioni di mitragliatrici, apoche decine di metri dai posti di blocco, dagli uffici militari e governativi. E per farlo è necessario penetrare entro il perimetro che i sovietici considerano “sicuro”, poiché presidiato da una catena di posti di blocco, illuminato dai razzi. Il rischio di una reazione violentissima è alto, i volti dei mujaheddin sono tesi, le mani tengono nervosamente le armi.
Il piano di Gulam Muhammad e del suo intelligente luogotenente Zabet Walid Mekharabiar è tuttavia preciso. Il giorno prima i ciriki, i giovanissimi mujaheddin che operano in semiclandestinità all’interno di Kabul, hanno consegnato una pianta dettagliatissima dei posti di blocco sovietici e karmalisti. E’ un fitto reticolato di postazioni. Le strade principali sono tutte presidiate. Gli angoli decisivi della città illuminati e tenuti sotto tiro.
Il lavoro dei ciriki è stato prezioso. Ora il reparto si muove speditamente sfiorando le postazioni avversarie. Avvolti nei loro mantelli, i mujaheddin sembrano fantasmi silenziosi.Ogni quindici minuti, quando si levano i razzi illuminati, tutti si appiattiscono contro i muri, pronti a replicare a un eventuale attacco. E’ una marcia surreale nella notte per raggiungere il centro della città, dove tuttavia non si dovrà sparare, ma solo lasciare un giornale satirico… e permettere ai giornalisti che seguono l’impresa di scattare delle fotografie. Uno scherzo che potrbbe costare la vita a molti di questi ragazzi.
[continua alla prossima puntata…]

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