LSD SYMPOSIUM - LO SPIRITO DI BASILEA
Published by RedNest Dicembre 1st, 2005 in stupefacente.
L’11 gennaio Albert Hofmann compie 100 anni, mentre ne fa 63 il suo “bambino difficile”, l’Lsd. Per augurare buon compleanno al chimico svizzero la Gaia Media Foundation (organizzazione no-profit nata nel1993) ha organizzato a Basilea un grande convegno scientifico di tre giorni (13-16 gennaio) intitolato “Lsd Symposium” ovvero “The spirit of Basel”. Il simposio prevede un’ottantina di seminari, e tavole rotonde, conferenze, proiezioni e concerti che metteranno a fuoco i rapporti millenari che legano l’umanità alle piante psicoattive e ai loro moderni derivati, presente il gotha della comunità scientifica “psichedelica” internazionale. I lavori verranno aperti dallo stesso Hofmann, che racconterà ancora una volta di quel 19 aprile 1943, quando decise di verificare su se stesso gli effetti psichici che sospettava possedesse quella nuova sostanza con cui era venuto in contatto, la dietilamide dell’acido lisergico. Il ritorno a casa in bicicletta dal laboratorio alla Sandoz, mentre la sua percezione del mondo esterno si faceva sempre più strana. L’arrivo a casa, il precipitare vertiginoso nella depressione e nel terrore più profondi, la paura di morire, il riemergere alla vita, alla gioia più intensa, alla scoperta di una bellezza e di una profondità della realtà circostante mai prima percepiti. “Il mattino seguente mi risvegliai rinvigorito e con la mente lucida – scrive Hofmann nel suo libro Lsd, il mio bambino difficile – benché mi sentissi ancora un po’ stanco fisicamente. Sentivo scorrere dentro di me una sensazione di benessere e di rinnovamento. La colazione aveva un sapore delizioso che mi trasmise un piacere insolito. Quando poi uscii fuori nel giardino, dove il sole risplendeva dopo una pioggia primaverile, ogni cosa brillava e scintillava di una nuova luce. Sembrava che il mondo fosse stato creato di recente”. Quello che è successo in seguito è ormai storia, il successo dell’Lsd nelle psicoterapie, la pubblicità entusiasta che ne fa Cary Grant dopo una sessantina di sedute, gli esperimenti di Timoty Leary professore ad Harvard, la diffusione dell’”acido” tra gli artisti della Beat Generation e poi il suo dilagare tra milioni di giovani nel mondo, compresi quelli che riempirono le piazze della “Primavera di Praga” (tra i quali l’ex futuro presidente Vàclav Havel). Gli hippies, l’estate dell’amore, la rivoluzione psichedelica e la sua repressione, la messa al bando dell’Lsd, la demenziale “guerra alla droga”, tutt’ora in corso per la gioia e il profitto di tutte le mafie narcotrafficanti. Albert Hofmann, con la moglie Anita, di poco più giovane, continua a vivere nella sua casa isolata tra i boschi e i monti nei pressi di Basile. E’ una bella villa, molto pratica e funzionale che nulla concede al lusso. Accompagnati da Roberto Fedeli, che ha tradotto in italiano tutti i libri di Hofmann pubblicati nel nostro paese (Lsd, il mio bambino difficile, Percezioni di realtà, I misteri di Eleusi, Elogio del puro contemplare), gli abbiamo fatto visita poche settimane fa. E’ una luminosa giornata di sole, l’aria è tersa, frizzante e non inquinata, e come altre volte il dr. Hofmann ci invita ad una passeggiata nel bosco che circonda il suo giardino, attraverso il quale segnato da un cippo corre il confine con la Francia. Nella vallata sottostante, a qualche km, si stende la Germania. “Guardate queste mucche – ci dice – è una scena che è rimasta identica a se stessa per due-tremila anni, ma questo è un angolo privilegiato del mondo… Abbiamo le conoscenze e la tecnologia per trasformare questo mondo in un giardino, e invece lo stiamo distruggendo. Stiamo inquinando il pianeta, abbiamo scaricato nell’atmosfera una quantità tale di anidride carbonica che ha sconvolto equilibri millenari, e le conseguenze sono queste perturbazioni atmosferiche distruttive…” Interrompendosi ogni tanto per segnalarci una pianta, un fiore, un fungo, Hofmann riprende poi il filo del suo ragionare… “Dobbiamo renderci conto che siamo tutt’uno con la natura, siamo parte di essa, siamo collegati agli alberi, alle piante, agli animali…”. E’ questa una lezione che può farsi evidente, con tutte le sue dirompenti implicazioni, attraverso un uso assennato dell’Lsd. L’ultima volta che ha preso un “acido” è stato una quindicina d’anni fa: “dopo tanti anni ormai mi ha dato tutto quello che può offrire, che senso avrebbe prenderne ancora? Non ne sento più la necessità. No, non è assolutamente una questione legata all’età – spiega – lo puoi prende a 80, 90, 100 anni senza alcun pericolo, al patto che ti avvicini all’esperienza nella maniera giusta, scegliendo un posto tranquillo e sicuro, con accanto gente di cui sai di poterti fidare”. Il suo giudizio sul futuro a breve non è ottimista: ”Dopo la seconda guerra mondiale si era detto. “Mai più guerra! Mai più!” e furono create le Nazioni Unite. Dovevano servire anche a prevenire la proliferazione nucleare, e invece… il futuro lo vedo oscuro, va di male in peggio, temo che per i nostri figli e nipoti si preparino giorni bui. Se si arriverà a un olocausto nucleare sopravviveranno solo gli insetti. La prima volta che sono andato in America ci sono andato via mare, su una nave. Ci ha messo sei giorni. A bordo la gente si è conosciuta l’un l’altra, sono nate amicizie, si è formata una comunità… ora vai di corsa all’aeroporto, ti metti in fila, non parli con nessuno e in poche ore sei arrivato. E’ un progresso questo?”. Ad aprire i lavori dell’Lsd Symposium sarà una serie di conferenze che ripercorreranno la vita e le opere di Hofmann, la sua amicizia con Ernst Jünger, la sua sintesi della Psilocibina a partire dai funghi “sacri” messicani, il suo contributo a identificare il principio psicoattivo presente nel Kykeion, il sacramento che per oltre duemila anni ha iniziato ai Misteri di Eleusi gente di ogni dove, filosofi come Eraclito, Platone, Aristotele, imperatori romani, filosofi come Cicerone. Impossibile qui dare conto di tutti i seminari e conferenze previste nella tre giorni di Basilea (per il programma completo: ). Per fare solo alcuni nomi: Ralph Metzner, collega di Leary ad Harvard nei giorni dell’acido, terrà un seminario su “Albert Hofmann, l’Lsd e la ricerca della pietra filosofale”; Carl P. Ruck, Blaise Staples e Peter Webster su “La mitologia e la chimica dei Misteri Eleusini”; Alexander e Ann Shulgin, “padri” del Mdma, ovvero l’ecstasy, e autori di Pihkal: A chemical Love Story e Tihkal: The Continuation, dialogheranno col pubblico su “tutto quello che avreste voluto sapere…” su ogni tipo di sostanza psicoattiva. Poi ci saranno Rick Doblin della statunitense Maps (Multidisciplinary Association for Psychedelic Studies), l’artista multimediale Alex Grey, l’etnologa Claudia Müller-Ebeling, Martin A. Lee su “Lsd e CIA: la criminalizzazione dell’Lsd e la soppressione della ricerca”, Michael Horowitz con “Lsd, l’antidoto a tutto”, Earth e Fire Erowid su “Che ne pensano i consumatori di Lsd?”, Bruce Eisner, fondatore del progetto e sito web “Island”, dal titolo di un celebre romanzo di Aldous Huxley… Quello di Basilea si preannuncia come un autentico summit sulle sostanze psicoattive e sul loro corretto uso. Scienziati che sanno di cosa parlano ma raramente sono ascoltati da chi fa le leggi. Perché il “problema droga” - gli antiproibizionisti possono mettersi l’animo in pace – a questo si riduce: come usarle per progredire sulla via della scienza e della conoscenza. Di Massimo De Feo - Alias – 26 novembre 2005 LSD SYMPOSIUM, LO SPIRITO DI BASILEA Al caro dottor Hofmann per il suo 100° compleanno.
pubblicato su RedNest il : Dicembre 01, 2005 @ 17:48


Il simposio è stato eccezionale, una miriade di persone da tutti gli angoli del mondo (alcuni arrivavano addirittura dall’Australia, appositamente per il convegno) per fare gli auguri al vecchio Albert e per testimoniare la volontà di migliorare la nostra società anche attraverso un utilizzo consapevole delle sostanze e piante sacre.
Tra i sociologhi più accreditati c’era Gunter Amendt il cui libro è uno dei pochi tradotti in italiano (”no drugs no future”) e Jeremy Narby di cui dovremo aspettare la traduzione del suo libro più famoso ad aprile di quest’anno…dopo ben 8 anni dalla pubblicazione: “The Cosmic Serpent”.
Ci sarebbe molto da dire e raccontare, mi auguro che qualche “inviato” italiano lo faccia al più presto. Io al momento mi godo la sensazione di essere stata ad un evento eccezionale, direi unico. Anche se spero che il futuro vada nella direzione in cui tutti i partecipanti al simposio sperano…
Annie