Senza lavoro bloccarono per protesta il traffico ferroviario!
0 Comments Published by RedNest maggio 5th, 2008 in lavoro.
Parte il processo per sedici disoccupati, ex detenuti ed indultati. Alla sbarra anche Franz Cittadino
Si erano seduti sui binari nei pressi del passaggio a livello di via dei Carrari bloccando la linea ferroviaria Napoli Battipaglia: un gesto estremo di protesta per sollecitare l’Amministrazione Comunale a mettere in campo interventi destinati a favorire il reinserimento socio-occupazionale degli ex detenuti e dei disoccupati. Rivendicavano un lavoro, l’avvio del progetto Isola, la proroga degli sfratti, il sussidio per i disoccupati, una radicale svolta delle politiche sociali sul territorio salernitano. Un atto disperato che è costato a sedici dei protagonisti di quella manifestazione, un processo penale per le ipotesi di reato di invasione di suolo pubblico, interruzione di pubblico servizio e adunata sediziosa.
Alla sbarra il prossimo 23 settembre davanti alla dottoressa Boccassini, sfileranno il responsabile del movimento di lotta per il lavoro e il reinserimento sociale del centro sociale “Asilo Politico,” Franz Cittadino, l’ex detenuto e beneficiario dell’indulto Gennaro Caserta, Onofrio Infantile, Ivano Pfeiper, Giuseppe Caracciolo, Giovanni Maisto, Michelangelo Jovine, Luigi Maffei, Luca Longo. Claudio Schiavo, Giuseppe Apicella, Giuseppe Pastore, Pietro Brancaccio, Angelo Rinaldi, Francesco Adinolfi e Mario Esposito.
Il titolare dell’ inchiesta, il pubblico ministero Massimo Lo Mastro, contesta poi al solo Franz Cittadino, l’aggravante di essere il promotore ed organizzatore della cooperazione nel reato.
I fatti che hanno fatto aprire il procedimento giudiziario a carico dei sedici manifestanti si riferiscono al 14 marzo dello scorso anno quando, un centinaio tra disoccupati, disperati ed ex detenuti, invasero via Dei Carrari all’altezza del passaggio a livello e si sedettero sui binari impedendo il transito del treno interregionale 2428.
Il traffico ferroviario, soprattutto per quel che riguarda la tratta meridionale, subì per l’arco dell’intera mattinata notevoli rallentamenti creando grossi disagi ai viaggiatori.
Controllati dalla polizia, i manifestanti andarono via solo quando il prefetto decise di riceverne una delegazione. Poi partirono le indagini. Sul registro degli indagati finirono subito Franz Cittadino, Gennaro Caserta e Onofrio Infantile. Gli altri tredici sono stati aggiunti solo in un secondo momento grazie ai rilievi fotografici e alle individuazioni eseguite dal personale di polizia. Alcune delle persone per cui ora si profila il processo sono state scarcerate grazie al beneficio dell’indulto e, ora, rischiano di perdere tutti i vantaggi acquisiti con il provvedimento.
Il processo potrebbe trasformarsi in un vero e proprio caso politico facendo aprire una lunga serie di riflessioni circa l’applicazione del principio delle pari opportunità e dei diritti di chi deve penare più degli altri per inserirsi all’interno del tessuto lavorativo. Da un lato vi è il codice penale con l’individuazione di tutti i reati, dall’altro i magistrati cui spetta il non facile compito di leggere le disposizioni del codice alla luce dei principi costituzionali che garantiscono il diritto alla libera manifestazione del pensiero e soprattutto impegnano la Repubblica, fondata sul lavoro, a rimuovere gli ostacoli che impediscono il concretizzarsi di questo diritto.
Difficile, dunque, non scorgere in questa vicenda l’annoso contrasto tra le astratte previsioni di legge e la complessità dei casi in cui i magistrati sono chiamati ad applicarle.
—27 Aprile 2008—Cronache del Mezzogiorno

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