Libertá è partecipazione!
E’ una celebre frase di Giorgio Gaber, che sembra essere il simbolo di questo particolare momento storico. Dalle elezioni amministrative al referendum, appare quasi palpabile il vento di cambiamento, che è andato espandendosi per tutta l’Italia.
Un clima nuovo, che da solo però non basta a risolvere problematiche gravose, come quelle della disoccupazione, della tutela dei beni comuni, del welfare e di molto altro ancora.
Parte da qui il tentativo di Asilo Politico per trovare risposte concrete alla tutela dei diritti del cittadino, ripartendo proprio dal concetto di bene comune e di “pubblico”.
«Il referendum ha espresso il bisogno di un protagonismo diretto della cittadinanza nella gestione delle attivitá pubbliche – ha chiarito Franz Cittadino – questa vittoria può essere il primo passo di un lungo cammino verso la completa ripubblicizzazione della gestione dei beni, perché, solo con il controllo democratico, è possibile tutelare i nostri diritti da chi li cancella e li calpesta per i propri profitti».
•Tanti gli interventi in occasione del secondo incontro sul tema, organizzato ieri sera (5 luglio 2011) presso il punto Einaudi di Salerno: «In questo momento storico è fondamentale la nascita dei piccoli comitati per la difesa del bene comune – ha spiegato Giso Amendola, docente presso la facoltá di Sociologia dell’Universitá di Salerno – quello che si dovrebbe fare ora è creare comitati comunali, che mettano al centro i problemi della precarietá, del reddito.
Bisogna smetterla di porsi come la buona opinione pubblica, che parla alle istituzioni aspettando una risposta. Bisogna iniziare a ragionare come fossimo noi stessi l’istituzione capace di mettere in atto il cambiamento».
fonte: Rita Esposito – La Città









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