Studenti in piazza!
Saranno anche pochi (e non è vero) ma la storia non la fanno le maggioranze silenziose bensì le minoranze che colorano piazze e invadono il web.

Sbaglia il governo a usare i manganelli con disinvoltura. Perché il nodo non è la legge Gelmini che pure si nutre di intuizioni pseudo-logiche (la sconfitta dell’ideologismo egualitario del ’68 con l’ideologia dell’ineguaglianza). No!

Il tema vero è la precarietà come propagandato modello esistenziale e l’orizzonte generazionale assolutamente asfittico. Il collasso, dunque, è di sistema e i nervi saltano perché il PdL appare scavalcato dal subbuglio dei tempi.

Non solo Berlusconi è “passato” ma è il berlusconismo a sciogliersi come egemonia culturale. La crisi ormai non è nascondibile e l’arcipelago giovanile (difficilmente traducibile anche per la sinistra) diventa avanguardia di “un moto a venire”. I giovani, infatti, hanno antenne sensibili e nonostante l’overdose di bromuro mediatico ritraducono segni nuovi e rivendicano tempi diversi.

da “il Nuovo Salernitano” dalla rubrica GIUBBE ROSSE di Sandro Livrieri


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