Termovalorizzatore, nessuno ci fermerà

Termovalorizzatore? No Grazie!E sull’impianto: l’università entro un mese dovrà pronunciarsi, se non lo farà provvederemo lo stesso.

“Ci prepariamo anche al peggio”. Il sindaco Vincenzo De Luca immagina l’imminente peggioramento dell’emergenza rifiuti in Campania. Lo dice mentre avvia alcuni lavori a Ostaglio: entro giugno la stazione comunale di trasferenza, cioè lo spazio dove i camion compattatori depositano la spazzatura da portare poi al Cdr, sarà migliorata con un capannone a tettoia.
Diventerà più funzionale uno dei piazzali risultati strategici fin dalla scorsa estate, sia nella gestione ordinaria (il sito di Sardone costava 5 euro a tonnellata, da moltiplicare per le 190 di produzione media giornaliera) sia nei periodi particolarmente critici del ciclo regionale (quando Ostaglio ha accolto fino a 2.000 tonnellate di immondizia). L’annuncio dell’opera, dunque, è lo spunto per una rivendicazione orgogliosa: “In questi mesi Salerno è rimasta pulita. Siccome non abbiamo alcuna fiducia in quelli che istituzionalmente governano la questione, dal Commissariato per l’emergenza rifiuti alla Regione, ci prepariamo anche al peggio, per rendere la città autonoma davanti a drammatizzazioni del problema in caso di chiusura delle discariche, com’è prevedibile per le prossime settimane”

Se questo è un conto alla rovescia, il sindaco ne sta facendo un altro. In meno di un mese, stima, l’Università di Salerno produrrà l’attesa relazione sulle tecnologie utilizzabili per il ciclo dei rifiuti; in sostanza si pronuncerà sulla fattibilità di un termovalorizzatore - o impianto equivalente. De Luca è risoluto a realizzarne uno. “Sono passati nove mesi da quando abbiamo avanzato la proposta - osserva - e quelli che gridano all’emergenza rifiuti non hanno ancora risposto”. Adesso sta aspettando le carte dell’Università, poi… “Procederemo - conferma - facendo anche forzature, atti amministrativi. Vedremo chi vorrà fermarci”. Primo passo: un “bando ricognitivo” per selezionare eventuali partner imprenditoriali.

Certo, lanciare gare per impianti siffatti è compito del Commissario. Il sindaco deve convenire, ma eccepisce: “Nessuno può costringere una comunità a non risolvere i suoi problemi. Il Commissariato serve per accelerare le soluzioni, non per ritardarle. Facciamo ancora finta di stare in questa finzione del Commissariato, ma se decidiamo di andare avanti ci andiamo. E vinciamo, a costo di arrivare alla Corte Costituzionale”. De Luca vuol costruire l’impianto a servizio della provincia, che così diventerebbe autosufficiente nel ciclo dei rifiuti. Le decisioni prese a Napoli proprio non gli vanno giù.

La discarica a Serre, per esempio: “E’ una scelta sbagliata. Dobbiamo utilizzare 5-6 siti, compreso Serre, ma non con 2 milioni di tonnellate provenienti dall’intera regione, bensì in maniera equilibrata e rispettosa delle comunità locali”. Dario Barbirotti, presidente del consorzio di bacino Salerno2, pone domande: “Fra tre mesi si chiude Sardone. Dopo, che facciamo? Va bene, a Serre c’è l’Oasi, meglio non aprirci la discarica. Ma se non c’è un posto, dove farla? Quella è l’unica area con l’argilla, un’altra è a Parapoti. Decidano, trovino la soluzione…”. L’argilla, strato ritenuto ideale per uno sversatoio, suggerisce la distinzione dell’assessore Gerardo Calabrese: “Più tecnici si sono pronunciati sull’idoneità geologica del sito a Serre. Un’analisi a 360 gradi, però, suggerisce l’inidoneità ambientale”. L’esponente verde reclama una valutazione più larga, che metta nel conto anche un riconoscimento: “Quel territorio ha già dato, con Basso dell’Olmo. Non ritengo giusto colpire sempre le solite comunità”.

di ALFONSO SCHIAVINO - IL MATTINO del 3 aprile ‘07

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