Venerdì 26 gennaio ore 20 - Arte di sera/ 5
Published by RedNest Gennaio 23rd, 2007 in news.
Sala Conferenze della Fondazione Filiberto Menna, Salerno
Samuel Beckett: documenti video.
(in anteprima per la Campania proiezione del video NOT I del gruppo mald’e’) www.malde.it
Interventi: Alfonso Amendola (Università di Salerno) e Raffaella Cantillo (Università di Reading).
Coordina: Stefania Zuliani
Nell’ambito del progetto Arte di sera, venerdì 26 gennaio la Fondazione Filiberto Menna propone una serata dedicata a Samuel Beckett, una delle figure più significative della letteratura e del teatro del Novecento. L’incontro - curato da Alfonso Amendola (Laboratorio di Analisi degli audiovisivi, Università di Salerno) e da Raffaella Cantillo (Università di Reading) - presenta diversi materiali video da e su Beckett: in particolare, sarà proiettato in anteprima per la Campania il video NOT I realizzato dal nucleo di sperimentazione videoteatrale mald’è.
All’interno dell’itinerario complesso di Samuel Beckett, la presenza del video ha un significato e un ruolo determinati. Se, infatti, nel dopoguerra e fino al 1967 il drammaturgo irlandese lavora alla frammentazione del teatro - scena liquefatta, dinamiche temporali corrose e soprattutto azzeramento di qualsiasi corporeità di personaggio sulla scena, dando già ampio spazio all’immagine che sarà centrale nel periodo televisivo - dal 1967 al 1986 Beckett attua un attraversamento dei sistemi mediali che è per lui una vera rilettura di tutta la tradizione teatrale. Nel suo lavorare con la radio, la televisione e il cinema, il teatro ne esce mutato, ibidrato, scosso.
Per Beckett la performance mediale, la luce e il suono sono i privilegiati elementi della sua scrittura scenica (una pratica della medialità che invade e determina il teatro, il suo e quello che verrà). A Beckett interessa visceralmente il medium col quale lavora. Lo utilizza in tutta la sua potenza comunicativa, nella sua integrale forza espressiva. Per questo, se nel suo operare è utilizzato il suono, ci si trova di fronte alla purezza del suono, o se si tratta dell’immagine le sue opere raccontano l’assoluta prepotenza e solitudine delle immagini e dicono totalmente quello che hanno da dire (o non dire).

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